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Il quartiere fu fondato negli anni venti sui colli
che dominano la Basilica di San Paolo fuori le mura
e prende il nome, secondo un'ipotesi abbastanza
leggendaria (e maliziosa), dall'appellativo dato
alla proprietaria (particolarmente "garbata e
bella") di un'osteria, o ancora per l'amenità del
luogo, o infine, secondo un'ipotesi più scientifica,
per il tipo di coltivazione della vite ("a barbata"
o "a garbata", appoggiando le viti ad alberi di
acero o olmo) in uso sui colli.
L'assetto architettonico trova un giusto compromesso
tra l'estetica e la pratica: è un quartiere popolare
e popoloso, ma le abitazioni sono collocate, almeno
nel nucleo storico, in graziosi villini o palazzine
di tre piani al massimo, con grande cura per i
dettagli e per la diversificazione degli stili.
La Garbatella è tradizionalmente suddivisa in lotti,
occupati da costruzioni che circondano cortili e
giardini che, soprattutto in passato, erano punti di
ritrovo per la popolazione: lavatoi e stenditoi,
botteghe e cantine, sedie e muretti.
Ulteriori info:
www.rionegarbatella.it
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